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Messaggio di saluto del nuovo Direttore dell'IIC di Pechino

 

Messaggio di saluto del nuovo Direttore dell'IIC di Pechino

Cari amici cinesi, italiani e da ovunque voi veniate,

è per me un onore poter dirigere l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino.

Al pari degli altri 84 Istituti Italiani di Cultura nel mondo, l’Istituto di Pechino che ho iniziato a dirigere ha tra i suoi principali obiettivi istituzionali: i) organizzare eventi di arte, musica, cinema, letteratura, teatro, danza, moda, design, fotografia, architettura e altro ancora; ii) offrire, nelle modalità consentite dal paese che ci ospita, corsi di lingua e cultura italiana; iii) promuovere la cultura scientifica dell’Italia; iv) gestire servizi di biblioteche e di altre risorse digitali per fruire della cultura italiana; v) creare nuovi contatti tra gli operatori culturali italiani e cinesi; vi) promuovere un dialogo tra le culture fondato sui principi della democrazia.

L’Italia, anche grazie al sostegno dell’Unione europea, sta conoscendo una nuova stagione di rilancio della propria industria culturale, rinnovando e ampliando la propria offerta, anche con l’ausilio delle nuove tecnologie digitali. La nuova Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale, che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha voluto istituire a partire dal 2022, testimonia la nuova centralità che la promozione culturale riveste per l’Italia; Paese che, non solo perché ospita il maggior numero di siti Unesco al mondo, è internazionalmente riconosciuto come una ‘superpotenza culturale’. Ne deriva un rinnovato mandato e responsabilità per il lavoro che gli Istituti di cultura sono chiamati a svolgere.

È a partire da queste novità e da questi obiettivi che intendo portare avanti il mio mandato all’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, potendo contare ora anche su nuovi strumenti e nuove risorse economiche messe a disposizione dal Governo italiano e dall’UE.

Volgendo lo sguardo al contesto cinese che ci ospita, nel proseguire il lavoro che i miei predecessori hanno proficuamente realizzato nel tempo e la legacy dell’ Anno della Cultura e del Turismo Italia- Cina (che ha ancora in programma importanti eventi che si svolgeranno nei prossimi mesi), vorrei caratterizzare il mio mandato: i) ampliando ulteriormente le attività a tutta l’area di competenza del nostro Istituto, a partire dalle città dove è già presente un’offerta culturale italiana, soprattutto nelle università o dove èpiù radicata la presenza imprenditoriale italiana, anche al fine di valorizzarla; ii) diversificando l’utenza che fruisce delle attività e servizi dell’Istituto, guardando soprattutto alle più giovani generazioni, anche al fine di promuovere collaborazioni in ambito culturale tra queste e giovani talenti italiani; iii) prestando una rinnovata attenzione ai servizi che l’Istituto deve offrire alla comunità italiana residente nell’area di competenza; iv) riservando attenzione al settore delle scienze sociali, soprattutto riguardo ai temi connessi al processo di integrazione europea; v) valorizzando gli studi sinologici italiani vi) rinforzando, già dalle prossime settimane, gli aspetti della comunicazione, sia nei confronti del pubblico cinese che italiano, anche con la finalità di stimolare la nascita di nuovi progetti di collaborazione tra operatori culturali dei due paesi.

Per realizzare questi obiettivi è necessario un lavoro di squadra. Sarà importante poter collaborare proficuamente con le più importanti istituzioni culturali e dell’istruzione cinesi e italiane, pubbliche e private, con i soggetti del c.d. “sistema Italia” in Cina (Ambasciata e Consolati, Uni-Italia, Agenzia ICE, ENIT, CCIC), con le istituzioni culturali e rappresentanze diplomatiche degli altri paesi dell’UE e della Confederazione Svizzera e con la Rappresentanza dell’Unione Europea in Cina.

Per l’Istituto sarà tuttavia decisivo poter contare sui suggerimenti e sul sostegno di ognuno di voi, come individui o come rappresentati del mondo delle imprese, di associazioni culturali o di associazioni di italiani in Cina.

Mi impegnerò, dunque, assieme a tutto il nostro personale, perché l’Istituto che inizio a dirigere possa essere, compatibilmente con l’andamento epidemiologico in Cina, un luogo aperto di incontro, di dialogo e di crescita per amici cinesi, italiani, europei ed italofoni di tutto il mondo. Un luogo, infine, dove si possono trovare le informazioni sull’offerta culturale e accademica italiana, al fine di promuovere, anche in forma integrata, nuove collaborazioni nel settore dell’industria culturale o anche, semplicemente, per il piacere di visitare l’Italia e fruire della sua offerta culturale.

Il Direttore,

Federico Roberto Antonelli


1871