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Piu' Umani degli Umani - Conferenza -spettacolo di Teatrino Giullare

Data:

07/11/2019


Piu' Umani degli Umani - Conferenza -spettacolo di Teatrino Giullare

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Su prenotazione

In Italiano con traduzione in cinese

Programma:

- Introduzione al lavoro di Teatrino Giullare

- Lettura di un brano da Menelao con accompagnamento musicale dal vivo

- Riflessioni sull'uso della maschera nel teatro contemporaneo e secondo la poetica della compagnia

- Le radici della maschera nel teatro italiano: la Commedia dell'Arte - esempi e dimostrazioni

- Proiezioni di estratti video da spettacoli di repertorio di Teatrino Giullare

Teatrino Giullare crea spettacoli teatrali, installazioni, laboratori, rassegne, progetti speciali per il teatro e l'arte.

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Fondato nel 1995 dagli attori e registi Giulia Dall'Ongaro ed Enrico Deotti cresce la propria ricerca artistica indagando la drammaturgia tramite la sperimentazione di artifici scenici e sviluppando una poetica originaleche l'ha portato a realizzare allestimenti teatrali, installazioni e workshop in tutta Italia e in 34 paesi del mondo.

Il lavoro di Teatrino Giullare ha un'attitudine interdisciplinare e un'attenzione particolare è rivolta ai sistemi diretti a ottenere effetti estranei o non consentiti dall'ordine naturale o dall'aspetto immediato delle cose sfiorando sfumature simboliche e nel tentativo di rispecchiare la realtà senza riprodurla, tentando di essere in scena più umani degli umani.

Nel 2009 produce COCO, primo allestimento italiano del testo incompiuto ed inedito di Bernard- Marie Koltès dedicato a Coco Chanel. Nel 2011 ha proseguito l'elaborazione del tema creando il soggetto originale COCO. L'ULTIMO SOGNO.

Nel 2016, in occasione del quarto centenario della morte di William Shakespeare, produce in collaborazione con l'Università degli Studi di Verona e per la prima volta in Italia, un allestimento di ROMEO E GIULIETTA basato sul testo del Primo In-Quarto (Q1) pubblicato a Londra nel 1597.

Menelao, l'uomo più ricco della terra, sposo della donna più bella del mondo, re di Sparta e vincitore della guerra di Troia, ha tutto ma non la felicità. Intuisce che qualcosa non funziona nella sua vita apparentemente così comoda; eppure non è capace di fare qualcosa per cambiare la sua situazione. Figlio di una società in cui il mercato tende a mantenere aperto l'orizzonte del desiderio perché questo non sia mai soddisfatto, il protagonista si confronta con aspirazioni eternamente incompiute. Non gli basta quel che la vita gli ha dato e desidera ciò che non ha. Vorrebbe morire come un eroe, ma non è questo il suo destino; vorrebbe vivere felice come una persona qualsiasi, ma non si accontenta di esserlo. Una rielaborazione in chiave contemporanea dei miti legati alla casa degli Atridi, ma anche una riflessione sul concetto di "tragico" nella contemporaneità, Menelao ha ricevuto nel 2016 la Menzione speciale della giuria alla prima edizione del Premio Platea.

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Note di regia

Un'idea esce dalla testa e la tragedia ha inizio. Tutta colpa della ragione.

Menelao si arrovella, affina a tal punto il conflitto con le sue aspirazioni da non riuscire più a far distinzione tra idee e azioni, incapace di vivere e di amare.

Tra libri e statue, segni della memoria, sotto lo sguardo severo di dei irriverenti, Menelao cerca una ragione alla sua vita e non la trova.

Non è riuscito a diventare quel che voleva essere, non è un eroe, non ha un posto da protagonista nelle storie, è solo un personaggio minore, e così inventa le proprie imprese e le scrive, tentando di costruire il proprio personaggio, un altro sé stesso, un eidolon anche lui impedito a vivere.

Un corto circuito tra reale e immaginario, un doppio gioco in cui pesano parole disperatamente comiche e in cui il mito affiora affrontando l'amore, il sogno, la coscienza, la morte.

Eppure Menelao ha tutto, vive nel benessere, ma non riesce a godersi la vita. E cercando vanamente la soluzione alla sua infelicità esce dal tempo, non vive, non muore.

Uno stallo depresso causato da desideri confusi, un uomo che si confronta con l'immagine che vorrebbe di se stesso: una tragedia contemporanea.

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Informazioni

Data: Gio 7 Nov 2019

Orario: Dalle 19:00 alle 20:30

Organizzato da : Istituto Italiano di Cultura

Ingresso : Libero


Luogo:

Istituto Italiano di Cultura

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