L.v. Beethoven – Trio per pianoforte in si bemolle maggiore n. 7 op. 97 “L’Arciduca”
D. Shostakovich – Trio per pianoforte in do minore op. 8
I. Pizzetti – Trio per pianoforte in la maggiore
Introduzione al concerto
I brani di questo programma, pur lontani nel tempo e per le origini dei loro compositori, sono accomunati dalla presenza di una dedica particolarmente significativa: il desiderio degli autori di rivolgere la propria ispirazione e maestria verso personalità considerate fondamentali e profondamente amate. Beethoven dedicò il suo Trio op. 97 all’amico, allievo e mecenate Arciduca Rodolfo d’Austria, fratello minore dell’Imperatore, al quale l’opera deve anche il proprio titolo. Rodolfo fu infatti una figura di enorme importanza per il compositore tedesco, tanto da diventare il dedicatario di una delle più importanti opere cameristiche beethoveniane.
Shostakovich, invece, dedicò il suo primo trio, l’op. 8 in do minore, composto a soli diciassette anni, alla donna di cui era innamorato in quel periodo, Tat’jana Ivanovna Glivenko, con la quale intratteneva una relazione a distanza, sognando un giorno di sposarla. La composizione riflette chiaramente questo sentimento amoroso, colmo di desiderio e speranza, ma anche segnato da inquietudine e tormento.
Ildebrando Pizzetti, celebre compositore italiano della “Generazione dell’Ottanta” insieme a Respighi, Casella e altri, compose il suo primo e unico Trio come dono di nozze per la sua seconda moglie, “Rirì”, alla quale dedicò esplicitamente l’opera. All’interno del lavoro, il compositore richiama i grandi temi lirici del Belcanto, affidati al violino e al violoncello in un dialogo continuo, talvolta distante, ma sempre carico di significato.
Il concerto si terrà presso l’Auditorium dell’Istituto italiano di Cultura in data mercoledì 3 giugno alle ore 19.00.
Trio Hèrmes
Formato da Ginevra Bassetti (violino), Francesca Giglio (violoncello) e Greta Maria Lobefaro (pianoforte), il Trio Hèrmes si è rapidamente affermato sulla scena musicale nazionale e internazionale. Fin dalla sua fondazione, il Trio ha studiato il repertorio fondamentale sotto la guida del Trio di Parma e di Pierpaolo Maurizzi presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma. Ha poi proseguito il proprio percorso artistico presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, nella classe di Musica da Camera del Maestro Ivan Rabaglia, e presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona con il Quartetto di Cremona. L’ensemble è stato inoltre selezionato dalla MDW University di Vienna per partecipare alla sua International Summer Academy (ISA), lavorando con rinomati docenti quali Hatto Beyerle, Avedis Kouyomdjian, Patrick Jüdt e Johannes Meissl. Successivamente è stato invitato a partecipare a sessioni di studio e concerti organizzati dalla European Chamber Music Academy.
Il Trio ha vinto numerosi concorsi, tra cui il Concorso Europeo di Musica “Città di Moncalieri” (2019), il “Premio Crescendo” di Firenze (2021) e il “Premio Alberghini” di Bologna. Nel 2021 il gruppo è stato selezionato da Simone Gramaglia per entrare nella rete “Le Dimore del Quartetto”, dove ha ricevuto il riconoscimento di “Ensemble of the Year 2023”, scelto tra oltre 90 ensemble provenienti da tutto il mondo. Il Trio è stato inoltre selezionato dall’Accademia Musicale Chigiana di Siena per partecipare al progetto “Giovani Talenti Musicali Italiani nel Mondo”, promosso in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica. All’interno della stessa istituzione, l’ensemble ha ricevuto il “Premio Giovanna Maniezzo 2024” per le sue straordinarie qualità artistiche, la visione promozionale e lo sviluppo creativo.
A livello internazionale, il Trio si è esibito in Spagna, Francia, Inghilterra e Svezia. Nel 2026 sono previste due importanti tournée in America e Cina, accanto alle collaborazioni continuative con istituzioni concertistiche italiane con cui l’ensemble mantiene solidi rapporti artistici.
L’ensemble ha ideato un proprio progetto originale dedicato alla musica da camera di Robert Schumann, articolato in più concerti e differenti formazioni cameristiche, in collaborazione con artisti di fama internazionale come membri del Quartetto di Cremona, del Trio di Parma e importanti divulgatori musicali. Il progetto ha debuttato in alcuni dei più importanti teatri italiani e, grazie al grande successo di pubblico e critica, è destinato ad ampliarsi con future edizioni dedicate a Beethoven e Franz Schubert.