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ANACRONISMI A SPECCHIO

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ANACRONISMI A SPECCHIO

Organizzazione

Ambasciata d’Italia a Pechino

Istituto Italiano di Cultura di Pechino

Markor C.A.V.E.

Co-organizzazione

ICCF ACADEMY

 Artisti

Olivo Barbieri

Andrea Cavazzuti 

Mostra a cura di

Tang Di

Periodo della mostra

2026.1.16-2026.3.15

Luogo della mostra

3rd Floor, Markor C.A.V.E. Beijing

 Orari di apertura

10:00-19:00

INTRODUZIONE

La mostra fotografica Anacronismi a specchio, realizzata in occasione del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, invita il visitatore a un doppio viaggio, nel tempo e nello spazio, offrendo uno sguardo sul modo in cui i due Paesi possono vedersi (o rispecchiarsi) l’uno nell’altro.

Colore e bianco e nero, realismo e concettualità: i linguaggi di Olivo Barbieri e Andrea Cavazzuti sono distinti e complementari. Attraverso parallelismi inattesi e dialoghi serrati, costruiti su più livelli, le 55 coppie di immagini cinesi e italiane compongono un quadro di multiple prospettive.

In questo gioco di rimandi, Anacronismi a specchio non offre risposte univoche, ma apre uno spazio di confronto in cui passato e presente, Italia e Cina, si osservano reciprocamente. È nello scarto temporale, nella distanza e nel riflesso che le immagini trovano la loro forza, restituendo allo sguardo del visitatore la possibilità di riconoscere, nell’altro, qualcosa di sé.

Artisti

Olivo Barbieri 

Olivo Barbieri (1954) si interessa di fotografia sin dagli anni ’70. Nel 1989, si reca in Cina. L’esito dei primi viaggi cinesi viene raccolto in due libri: Appunti di viaggio in Cina (1989) e Paesaggi in miniatura (1991). È noto per le immagini che destabilizzano la percezione del rapporto tra l’architettura e l’urbanistica. Le fotografie aeree del progetto site specific_, in corso dal 2003, restituiscono con la tecnica della messa a fuoco selettiva brani dell’immagine del reale in modelli in scala simili a quelli che si vedevano ovunque nei decenni del boom edilizio cinese. Rivolgendo contemporaneamente lo sguardo a luoghi considerati naturali, continua a sfidare le certezze visive preconcette con il mutare dei rapporti dimensionali e con l’appropriazione di linguaggi non comunemente fotografici, come ad esempio l’introduzione delle partiture di colore. Protagonista di numerose mostre personali e collettive, tra cui le due retrospettive al Museo Folkwang di Essen (1996) e al MAXXI di Roma (2015), e di una sessantina di pubblicazioni monografiche; sue opere sono collezionate dai più prestigiosi musei del mondo tra i quali il MoMA di New York e il SFMoMA di San Francisco. Nel 2025, le Gallerie d’Italia – uno spazio di Torino dedicato ai grandi autori della fotografia – gli dedica una mostra personale sulla Cina dal titolo Spazi altri.

Andrea Cavazzuti

Andrea Cavazzuti (1959), nato a Carpi (MO), inizia a fotografare dalle scuole medie. Negli anni ’80 si laurea in Lingua e Letteratura Cinese e inizia la sua vita in Cina che continua tutt’oggi. Nel 1984 ha la fortuna di essere uno dei fotografi, il più giovane, del leggendario progetto Viaggio in Italia di Luigi Ghirri. Negli stessi anni completa il suo primo lavoro fotografico B&N in Cina, che verrà pubblicato però solo nel 2021 col titolo Riposo! – Cina 1981-84. Di seguito continua a fotografare a colori, fino al 1994, anno in cui comincia a lavorare in video. Da allora ha realizzato molti documentari tra cui 5+5Kounellis a Pechino e Fictional Kids, speciali per la televisione tra cui RAI, RTS e Arte’, installazioni video per mostre e per il teatro tra cui Richard IIINew Tales Retold e Il lago dei cigni, e lavorato a film come Perpetual MotionFollowfollow e altri. Le immagini di Cavazzuti sono dirette ed empatiche, come suggerito dal titolo della sua retrospettiva del 2023 presso l’One Art Museum di Pechino: Pingshi – Eye level. Nel 2025 pubblica una raccolta di scritti brevi in cinese in un libro dal titolo Qihuhu de xiaocidian (Dizionarietto Scoppiettante).

Curatrice

汤荻 Tang Di

Direttrice della Courtyard Gallery di Pechino per un breve periodo, nel 1997 comincia il servizio presso l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino.

Ha scritto di arte cinese, italiana e internazionale su riviste cinesi e straniere, tra cui Art Monthly, Art Gallery, Avant-Garde Today, ed è stata editorialista d’arte per Beijing Youth Daily e Guangdong-Hong Kong Information Daily. Nel 1997, ha partecipato all’organizzazione della prima grande mostra d’arte concettuale cinese all’estero dal titolo Another Long March (Breda, Olanda). Tra le mostre da lei curate: Li Yongbin: Who Am I? (Bruxelles, 2000), Yang Zhenzhong (Bruxelles, 2001), Simulacrum and Real State (Beijing, 2001), la sezione cinese dell’Officina Asia (Emilia-Romagna) e The First Encounter with China di Andrea Cavazzuti (Taiyuan, 2019). È stata production manager di Ping Feng dell’artista Wang Jianwei (Bruxelles e Brighton, 2000) e ha coordinato la tournée in Germania dell’Opera di Pechino Jiang Jie diretta da Zhang Yuan (2002).