“Shi Yangshi: alla ricerca del vero sé stesso, tra teatro, cinema, fiction e letteratura”.
L’artista, drammaturgo e interprete, in Cina in occasione della post produzione del film Made in Yiwu di Rao Xiaozhi, introdurrà il pubblico alla sua produzione passata, presente e futura con l’ausilio di clips delle sue opere, come “Arle-Chino: traduttore e traditore di due padroni” monologo autobiografico in italiano e cinese, scritto a quattro mani insieme a Cristina Pezzoli.
L’evento si svolgerà in italiano.
Arle-Chino è nato dall’elaborazione di un progetto di integrazione sociale condotto a Prato, dove Shi ha vissuto a lungo, comune con la più alta densità di cittadini cinesi. Lo spettacolo tenta di costruire, con ironia, un ponte simbolico tra tradizioni diverse, alla ricerca di un terreno comune per contrastare gli sterili fondamentalismi culturali.
Shi Yang è nato nella città di Jinan ma è cresciuto in Italia, dove si è formato all’arte della scena. Arrivato in Italia con la madre all’inizio degli anni ’90, Shi Yang ha svolto diversi lavori – lavapiatti, venditore ambulante di erbe e unguenti cinesi sulle spiagge – prima di iscriversi alla Bocconi (abbandonata a pochi esami dalla laurea), per poi lavorare come traduttore per ministri, imprenditori e registi. Dopo aver frequentato la scuola Paolo Grassi di Milano, dove ha conosciuto Ferruccio Soleri, lo storico Arlecchino di Strehler, Shi Yang è infine diventato attore di teatro, tv e cinema. Come molti giovani di seconda generazione, conosce poco della storia del suo paese d’origine e altrettanto poco di quello in cui vive. La sua identità è un puzzle di storie e culture diverse.